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 a tutti i Sindaci d’Italia

 

     Nella consapevolezza, ormai largamente condivisa, che stiamo attraversando uno dei periodi più drammatici della storia d’Italia, ci rivolgiamo a Voi che avete una responsabilità politica a livello locale, a Voi che siete i successori dei tanti Re e Signori che hanno governato l’Italia prima della sua unificazione politica. Nel corso della lunga storia del Paese i governanti hanno condiviso la Fede del popolo, senza vergogna e non hanno mancato di presenziare agli eventi religiosi più importanti, anzi, in molti casi si sono fatti promotori della Fede ed hanno gestito il loro potere in armonia con il potere religioso rappresentato dalla Chiesa. La Storia ci mostra innumerevoli casi di questa sintonia, in particolar modo durante le emergenze di vario tipo: guerre, carestie, epidemie, calamità naturali. La penisola è disseminata di chiese, monumenti, statue, tradizioni, feste che ricordano come, nei momenti più tragici, autorità politiche ed ecclesiastiche si siano ritrovate concordi nel ricorrere al Dio che si è rivelato in Cristo e ci viene insegnato dalla Chiesa. Quando i problemi sovrastano enormemente le forze umane cos’altro rimane da fare? L’epidemia da coronavirus ha risvegliato la solidarietà fra gli italiani, anche per molti brutti episodi che si sono visti all’estero: italiani respinti e trattati indistintamente come appestati. La solidarietà, la voglia di ricominciare possono essere una base di partenza, ma non sono così potenti da fermare l’epidemia e la devastante crisi economica e sociale che si sta profilando. Abbiamo necessariamente bisogno di un aiuto dal Cielo, come hanno compreso, in circostanze simili, i nostri antenati. Le città si sono rivolte spesso alla Madonna, o ai Santi protettori locali, o ai Santi più invocati per quella particolare malattia. Possiamo riscontrare voti, promesse, atti di affidamento, consacrazioni…

     Dopo le apparizioni di Fatima (1917) la formula più idonea, secondo le raccomandazioni del Cielo, sembra la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Ma farebbe bene anche chi volesse mantenersi fedele alla storia locale, invocando la Madonna e i santi secondo le proprie tradizioni, come ad esempio: San Carlo Borromeo a Milano (peste del 1576-77), Santa Rosalia a Palermo (peste del 1624), la Madonna della Salute a Venezia (peste del 1630-31), San Michele Arcangelo nel Gargano (peste del 1656), la Madonna dell’Impruneta a Firenze (peste del 1633), San Gennaro a Napoli (peste del 1656), San Michele Arcangelo a Roma (peste del 590), San Giovanni Bosco a Torino (colera del 1854), ecc. Dio vuole che le preghiere siano accompagnate dalla Fede e da una sincera volontà di conversione, come hanno insegnato i Santi Pastori che hanno guidato il popolo cristiano lungo i secoli.

     Questa sarà l’occasione per riscoprire l’importanza della Fede nella vita dei singoli e nella nazione intera; segni incoraggianti già si riscontrano, infatti in ogni angolo del Paese si stanno riscoprendo preghiere e devozioni tradizionali. La nostra gente, per la prima volta in duemila anni privata della Santa Messa, cerca conforto e speranza nella Fede ed il popolo vuole (e merita) Istituzioni che abbiano l’umiltà ed il coraggio di guardare in Alto. Siamo confortati dal fatto che già oltre cento Sindaci (come ad esempio quelli delle città di Venezia, Siena, Nuoro, Ascoli Piceno, Treviso, Viterbo, Verona, Siracusa, Pavia, Catania, ecc.) ed il Governatore della Sardegna abbiano già compiuto degli Atti pubblici di Affidamento alla Madonna o al Patrono. Bene, ma non è sufficiente. Ci vuole una mobilitazione su scala nazionale. La situazione è molto grave, si richiede uno sforzo estremo da parte di tutte le persone di buona volontà. E fra queste mettiamo pure i non-cattolici, ai quali domandiamo uno sforzo di comprensione: non dovranno sentirsi discriminati, perché la preghiera cattolica non è un atto ostile, al contrario è a beneficio di tutti, nessuno escluso. Ai non-cattolici chiediamo rispetto per un atto pacifico che, dal loro punto di vista, al massimo sarà inutile. Ai custodi intransigenti della laicità dello Stato diciamo che ci sono molti modi di concepire la laicità, se la si concepisce come una nozione astratta, come una impossibile neutralità fra tutte le credenze e non-credenze, una neutralità che nega implicitamente la storia concreta e l’identità dei popoli, allora questo concetto di laicità è certamente errato.

     Esortiamo Voi Sindaci a mettere, in quanto uomini di governo, la Vostra città, il Vostro territorio sotto la protezione di Dio; Vi esortiamo ad organizzare, possibilmente con la presenza del Vescovo locale o di un presbitero incaricato, un atto solenne di preghiera oppure di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria o di affidamento ai Santi Patroni, affinché venga a cessare l'epidemia di coronavirus, con l'impegno di riprendere con maggior fervore la nostra vita di fede; opportuna sarebbe anche la promessa di ringraziare con un monumento o con una pubblica ricorrenza annuale di preghiera.

9 aprile 2020, Giovedì Santo

 

Toni Iwobi, Senatore della Repubblica

 

Pietro Pisani, Senatore della Repubblica

 

Gianpaolo Vallardi, Senatore della Repubblica

 

Vito Comencini, Deputato della Repubblica

 

Antonio Maria Rinaldi, Deputato europeo

 

Giacomo Stucchi, già Senatore della Repubblica, Consigliere comunale di Bergamo

 

Massimo Polledri, già Senatore e Deputato della Repubblica

 

Mario Adinolfi, già Deputato della Repubblica

 

Michele Jacobelli, Sindaco di Palazzago (BG)

 

Giovanni Luca Cannata, Sindaco di Avola (SR)

 

Stefano Micheli, Sindaco di Sedrina (BG)

 

Ivo Manzoni, Sindaco di Sant'Omobono Terme (BG)

 

Antonio Saggese, già Consigliere regionale della Lombardia

 

Lorenzo Gasperini, Consigliere provinciale di Livorno

 

Lavinia Mennuni, Consigliere comunale di Roma Capitale

 

Andrea Asciuti, Consigliere comunale di Firenze

 

Vincenzo Moretto, Consigliere comunale di Napoli

 

Alberto Zelger, Consigliere comunale di Verona

 

Luisa Pecce, Vicepresidente del Consiglio comunale di Bergamo

 

Luigia Santoro, Consigliere comunale di Modena

 

Enrico Facoetti, Consigliere comunale di Bergamo, Assessore di Dalmine (BG)

 

Filippo Bianchi, Consigliere comunale di Bergamo

 

Egiziano Andreani, Consigliere comunale di Arezzo 

 

Stefano Rovetta, Consigliere comunale di Bergamo

 

Maria Concetta RaponiConsigliere comunale di Siena

 

 Elisa Rossini, Consigliere comunale di Modena

 

Alberto Bosi, Consigliere comunale di Modena

 

Barbara Moretti, Consigliere comunale di Modena

 

Manuel Laurora, Consigliere comunale di Pisa

 

Antonio Panero, Vicesindaco di Centallo (CN)

 

Andrea Brenna, Vicesindaco di Grandate (CO)

 

Daniella Frigerio, Assessore di Cisano Bergamasco (BG)

 

Orietta Pinessi, Consigliere comunale di Ranica (BG)

 

Francesco Atria, Consigliere comunale di Borgo San Lorenzo (FI)

 

Laura Fattorini, Consigliere comunale di Roure (TO)

 

Paolo Smeraldi, Consigliere comunale di Sestri Levante (GE)

 

Massimiliano Pirandola, Consigliere municipale di Roma Capitale

 

Giampaolo Giannelli, Consigliere comunale di Dicomano (FI)

 

Rosa Di Vaia, Consigliere municipale di Milano

 

Flavia Cerquoni, Consigliere municipale di Roma Capitale

 

Matteo Baruffi, Consigliere comunale di Ranica (BG)

 

Mirko De Carli, Consigliere comunale di Riolo Terme (RA)

 

Carlo Campanella, Consigliere municipale di Firenze

 

Maria GaetanoConsigliere comunale di Barberino di Mugello (FI)

 

Giovanna Di Dio, Consigliere municipale di Firenze

 

 Santo Giuseppe MinettiConsigliere comunale di Ponteranica (BG)

 

Marco Manuelli, Consigliere comunale di Gambassi Terme (FI)

 

Anna Maria Perazzo, Consigliere comunale di Gambassi Terme (FI)

 

Marco Cordone, Consigliere comunale di Fucecchio (FI)

 

Luca Margheri, Consigliere comunale di Borgo San Lorenzo (FI)

 

Giovanni Bertino, Consigliere comunale di Ranica (BG)

 

Chiara Savoldelli, Consigliere comunale Ranica (BG)

 

Andrea Ceolini, Consigliere municipale di Napoli

 

Stefano Giannoni, Consigliere comunale di Certaldo (FI)

 

Leonardo Pilastri, Consigliere comunale di Fucecchio (FI)

 

Chiara Franchi, Consigliere comunale di Cecina (LI)

 

Giovanni Fumagalli, già Consigliere comunale di Ranica (BG)

L'appello può essere sostenuto da: Governatori, Sindaci, Assessori, Consiglieri (regionali, provinciali, comunali, municipali), Parlamentari, inviando una mail al seguente indirizzo: appellocoronavirus@gmail.com. L'elenco di coloro che appoggiano l'appello viene aggiornato periodicamente. https://consacrazionealcuoreimmacolatodimaria.oneminutesite.it/

Aggiornamento del 25 aprile 2020

La Conferenza Episcopale Italiana ha annunciato che, “raccogliendo la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli”, affiderà l’intera Italia “alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza”. E’ stata scelta una data ed un luogo dall’alto valore simbolico: venerdì primo maggio presso il Santuario mariano di Caravaggio; maggio è il mese dedicato a Maria, il Santuario si trova in una delle zone che più ha sofferto il contagio.
La decisione dei vescovi italiani, attesa da moltissimi fedeli, è una conferma della bontà del nostra iniziativa rivolto ai sindaci. Essendo una iniziativa della Chiesa italiana ed interna alla Chiesa, non si sovrappone al nostro Appello, che è rivolto direttamente e primariamente ai sindaci italiani. Davanti a Dio è opportuno che anche le Autorità Politiche facciano la loro parte, come è accaduto nei secoli passati: Autorità ecclesiastiche e politiche unite e concordi nel consacrare la città e il territorio. Rinnoviamo, e con maggior vigore, il nostro Appello, moltiplichiamo le iniziative e le preghiere, perché di questa tragedia nessuno vede ancora la fine.